CineramaRubricheFake ScreenplayDA “CHE GLIENE FREGA ALLA TERRA?” DI NANNA GIANNINI – 1979

DA “CHE GLIENE FREGA ALLA TERRA?” DI NANNA GIANNINI – 1979

DA “CHE GLIENE FREGA ALLA TERRA?” DI NANNA GIANNINI – 1979
SCENA 63 – INTERNO. UFFICIO LØRDENSEN. GIORNO.
MIKKE LØRDENSEN, 54 anni, completo doppio petto grigio, sta firmando alcuni documenti che impila con cura sulla scrivania. Punta di scatto la testa bionda verso la porta, come se avesse sentito un rumore. Ma nella stanza regna il silenzio più assoluto. Si alza in piedi e va alla vetrata che si affaccia sulla città. Non guarda i grattacieli circostanti ma la piazza un centinaio di metri sotto.
LØRDENSEN
Impreca con marcato accento scandinavo. Inizia a sfregarsi fuoriosamente le dita contro le basette.
LØRDENSEN
Il grattacielo è circondato da quello che sembra un fiume in piena di persone con fumogeni e striscioni troppo lontani per essere letti.
In quel momento la porta si apre. Lørdensen si volta e si ritrova davanti ALDERIGO e PINUCCIA. In qualche modo hanno fatto sparire le finte divise del catering e lo guardano minacciosi. L’uomo si ricompone.
LØRDENSEN
Alderigo si solleva la maglietta ed estrae un coltellaccio dai jeans slabbrati.
LØRDENSEN
L’uomo si concede un sorriso di superiorità.
ALDERIGO
Così dicendo il ragazzo avanza verso il CEO danese.
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LØRDENSEN
ALDERIGO
LØRDENSEN
Lørdensen spalanca le braccia. Alderigo si ferma confuso, getta un’occhiata fugace a Pinuccia, indeciso sul da farsi.
LØRDENSEN
ALDERIGO
LØRDENSEN
Dice indicando Pinuccia.
ALDERIGO
LØRDENSEN
ALDERIGO
Urla il ragazzo. Ma Lørdensen vede Pinuccia arrossire e il suo sorriso si allarga. Si siede sulla scrivania come un professore che tiene lezione e si sistema le pieghe del completo.
LØRDENSEN
Si schiocca le ossa del collo e lo guarda dritto negli occhi.
LØRDENSEN
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LØRDENSEN
Alderigo scuote la testa in silenzio.
LØRDENSEN
ALDERIGO
LØRDENSEN
PINUCCIA
LØRDENSEN
PINUCCIA
LØRDENSEN
ALDERIGO
Urla il ragazzo e fa per saltargli addosso. Ma Pinuccia lo blocca.
LØRDENSEN
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Sorride l’uomo per nulla scomposto.
LØRDENSEN
Alderigo rimane a fronteggiarlo ancora un po’, i muscoli tesi pronti a colpire, poi si lascia condurre fuori dalla stanza da Pinuccia.
DA “CHE GLIENE FREGA ALLA TERRA?” DI NANNA GIANNINI – 1979
SCENA 63 – INTERNO. UFFICIO LØRDENSEN. GIORNO.
MIKKE LØRDENSEN, 54 anni, completo doppio petto grigio, sta firmando alcuni documenti che impila con cura sulla scrivania. Punta di scatto la testa bionda verso la porta, come se avesse sentito un rumore. Ma nella stanza regna il silenzio più assoluto. Si alza in piedi e va alla vetrata che si affaccia sulla città. Non guarda i grattacieli circostanti ma la piazza un centinaio di metri sotto.
LØRDENSEN
Impreca con marcato accento scandinavo. Inizia a sfregarsi fuoriosamente le dita contro le basette.
LØRDENSEN
Lort! Fanden! Røvhuller!
Il grattacielo è circondato da quello che sembra un fiume in piena di persone con fumogeni e striscioni troppo lontani per essere letti.
In quel momento la porta si apre. Lørdensen si volta e si ritrova davanti ALDERIGO e PINUCCIA. In qualche modo hanno fatto sparire le finte divise del catering e lo guardano minacciosi. L’uomo si ricompone.
LØRDENSEN
E voi ki ziete?
Alderigo si solleva la maglietta ed estrae un coltellaccio dai jeans slabbrati.
LØRDENSEN
Ah kapizco. Fate parte dei pidokiozi là zotto.
L’uomo si concede un sorriso di superiorità.
ALDERIGO
La tua azienda riversa sostanze tossiche negli oceani di tutto il mondo. Se l’ONU non fa nulla, ci penseremo noi!
Così dicendo il ragazzo avanza verso il CEO danese.
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LØRDENSEN
E penzi che bukarmi la pancia aiuti gli oceani? Koglioncello.
ALDERIGO
No, ma è un buon inizio.
LØRDENSEN
Ok allora, uccidimi.
Lørdensen spalanca le braccia. Alderigo si ferma confuso, getta un’occhiata fugace a Pinuccia, indeciso sul da farsi.
LØRDENSEN
Vedi? Non ci kredi neanke tu, alla cauza ambientalizta.
ALDERIGO
Non è vero!
LØRDENSEN
Zkometto ke ti zei izkrito a qualke azzociazione demente zolo per portarti a letto lei.
Dice indicando Pinuccia.
ALDERIGO
Non è vero!
LØRDENSEN
Allora zarà il kontrario. Di zolito è cossì.
ALDERIGO
Taci bastardo.
Urla il ragazzo. Ma Lørdensen vede Pinuccia arrossire e il suo sorriso si allarga. Si siede sulla scrivania come un professore che tiene lezione e si sistema le pieghe del completo.
LØRDENSEN
Ze io zono bastardo tu zei selvisk. Kome dite voi? Egoizta.
Si schiocca le ossa del collo e lo guarda dritto negli occhi.
LØRDENSEN
Tu non zbagli kuando tu dici ke inkuino. Ma tutti inkuiniamo. È la nattura umana. La mia azienda forze
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LØRDENSEN
lo fa di più di altre, ki può dirlo.
Alderigo scuote la testa in silenzio.
LØRDENSEN
Il fato è ke tu penzi in picolo. Allo ezzere umano e bazta. Tu vuoi fermare inkuinamento zolo per far vivere perzone. Perzone ke distruggono forezte e uccidono amimali e piante. Kuezto è molto egoizta. Ze invece kontinuiamo cozì razza umana zi eztingue e natturra potrà vivere lykkelig. Felice. La Terra ezizte da millenni e kontinuerà a vivere anche zenza virus mortale.
ALDERIGO
Che cazzo stai dicendo?
LØRDENSEN
Diko ke noi ziamo virus mortale. E da quezto punto di vizta la mia azienda zta facendo zolo opera di bene. Velocizziamo processo di eliminazione. E nel fratempo facciamo anke zoldi a palate.
PINUCCIA
Ma non ti vergogni?
LØRDENSEN
Ingen. Zinceramente no.
PINUCCIA
Non pensi ai tuoi figli, ai tuoi nipoti, alle generazioni future?
LØRDENSEN
Al mio pozto farebbero ztezza koza.
ALDERIGO
Tu sei pazzo!
Urla il ragazzo e fa per saltargli addosso. Ma Pinuccia lo blocca.
LØRDENSEN
Volete zalvare il pianeta? Uccidetevi. E portate kuante più perzone kon voi.
Sorride l’uomo per nulla scomposto.
LØRDENSEN
Alderigo rimane a fronteggiarlo ancora un po’, i muscoli tesi pronti a colpire, poi si lascia condurre fuori dalla stanza da Pinuccia.